bbbz1_webSiamo nel 2012, nel pieno della crisi economica e dello sconforto nazionale. E siamo a Pescara, una cittadina di mare dove incessanti rotatorie si alternano a divertimenti frivoli e sguardi annoiati.

Un pomeriggio d’inverno, quattro ragazze scalmanate e un po’ svampite, inciampano per caso l’una nell’altra e scoprono di avere in comune la stessa voglia di non arrendersi all’ordinario.

Nascono così le Babbionz – nome inglesizzato del termine babbione – la cui accezione negativa si trasforma nella vera scommessa di questo quartetto: superare gli stereotipi che hanno sin qui definito il mondo del piccolo artigianato tessile, relegandolo a figure di vecchie zitelle. Claudia Ferri, Giovanna Eliantonio, Jessica Basile e Valentina Natarelli sono i nostri nomi e fotografia, design, stilismo e modellismo sono i nostri background.

L’avventura è iniziata con dei piccoli mercatini casalinghi, di lì sono nate la pagina Facebook e il sito (bbbz.it). Dalle mura domestiche ci siamo poi trasferite nel centro di Pescara, in uno dei locali più atipici della città, che non a caso si chiama La Designeria, dove settimanalmente organizzavamo dei laboratori/eventi molto frequentati. L’ingresso nel circuito hand-made nazionale ed internazionale è avvenuto dopo aver partecipato ad alcuni mercatini nel nord Italia; da quel momento e-commerce del settore hanno fatto a gara per volerci come loro venditori di punta. Grazie a internet, il fenomeno Babbionz è diventato virale in brevissimo tempo: molte testate locali e nazionali hanno parlato di noi e le nostre foto hanno fatto il giro del mondo collezionando gradimenti e like a quattro zeri. Tutto questo ci ha portato a ricevere ordini da dove non avremmo mai immaginato potessero giungere come Francia, Canada, Cina e Stati Uniti, dove ai nostri clienti corre un brivido lungo la schiena quando leggono Made-in-Abruzzo sulla confezione. Con tecniche apprese dalle nonne parliamo di musica, cinema e letteratura; con strumenti ancestrali come tombolo, uncinetto e punto croce lanciamo messaggi su sesso, religione, politica e filosofia.

A detta di molti, il nostro più grande merito è stato quello di aver intuito che, in un momento di crisi come questo, riscoprire il proprio territorio, le tradizioni e la qualità dei materiali può essere il segreto per salvare la piccola e media impresa italiana. A parte il successo personale, la nostra speranza è quella di stimolare un processo di rivalutazione culturale della dell’artigianato. Crediamo che sia proprio da qui che possa ripartire una rinascita culturale ed economica del nostro paese: dalla valorizzazione della creatività femminile, dalla riscoperta delle tradizioni locali e dal valore aggiunto che hanno la nostra manodopera e i nostri materiali, apprezzati a livello mondiale.

Vogliamo dimostrare che tecniche antiche come il tombolo, l’uncinetto e il punto croce possono rinascere a nuova vita con un linguaggio e dei contenuti di estrema avanguardia. Vogliamo dimostrare che le nostre origini, il nostro territorio, persino il nostro dialetto (che è una li ngua) e il nostro essere donna, non sono dei limiti ma possono diventare le chiavi di volta per delle storie imprenditoriali di successo.

The Babbionz